Elaborazioni modellistiche

 

Digitalizziamo la D 143 di Safer

 

di Ignazio Patalano

Grazie a Safer ormai la D 143 “Truman”, modello da manovra “pesante”, è divenuta una presenza comune nei plastici degli appassionati fermodellisti italiani.

 

In passato, questa macchina è stata realizzata anche da altre ditte, che, tuttavia, producendo il modello in ottone fotoinciso e con un notevole livello di dettaglio (talvolta “poco compatibile” con le esigenze da plastico), la proponevano a prezzi poco popolari, di nicchia.

 

Con questo modello (presentato nelle pagine di questo sito a settembre 2009 — vedi l’articolo) prodotto in plastica con dettagli in ottone fotoinciso, Safer è riuscita ad unire estetica e funzionalità da plastico, contenendo i costi, anche se, in conseguenza di una realizzazione molto semplice della parte meccanica ed elettronica; il modello risulta privo d’illuminazione e di predisposizione per l’installazione del decoder digitale.

 

Vediamo come porre facilmente rimedio a questa seconda carenza.

 

1.   Innanzitutto smontiamo il nostro D 143 svitando le quattro viti che si trovano sul fondo del telaio, due poste alle estremità davanti ai carrelli e due centrali. Consiglio vivamente di eseguire tale operazione con il modello posato su di un fianco poiché all’interno del modello la zavorra in piombo non è fissata ma tenuta al suo posto dalla stessa cassa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2.  Fatto questo, con molta cautela, per non danneggiare i mancorrenti, dovremo sfilare la cassa e quindi le due sagome di piombo che fanno da zavorra.

     Per lavorare più comodamente, consiglio di asportare anche il pavimento antinfortunistico con gli annessi mancorrenti, per farlo basterà fare delicatamente leva tra pavimento e sottostante telaio con le punte delle forbicine dritte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3.  Asportato anche il pavimento antinfortunistico con gli annessi mancorrenti da ambo i lati, si potrà estrarre il motore dalla sua sede, facendo attenzione a non perdere i cardani e a non recidere i fili di alimentazione che vi giungono dai carrelli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4.  Scollegati dal motore i fili dell’alimentazione (io per rapidità e semplicità li ho tagliati là dove erano saldati al motore), si dovrà provvedere a liberare il fil di rame dalla copertura in plastica per il successivo collegamento al decoder digitale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

5.  Personalmente per digitalizzare il modello ho utilizzato un semplice decoder Hornby, piccolo ed economico, al quale ho tolto lo spinotto ad 8 poli e reciso i fili non necessari per ridurne l’ingombro. ATTENZIONE a quali fili recidere: vanno LASCIATI i fili rosso, arancione, grigio e nero; gli altri si possono pure eliminare se non si prevede di voler illuminare il modello o dotarlo di gancio digitale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

6.  Preparati i fili del decoder per i successivi collegamenti, si realizza uno scasso su di una delle due sagome di piombo per ottenere lo spazio dove alloggiare il decoder.

 

 

 

 

 

 

7.  Collegamento fili:

     Rosso e Nero ricevono l’alimentazione dai carrelli, logicamente ad ognuno di essi giungono i due fili che prendono corrente dallo stesso lato

     Arancione e Grigio portano l’alimentazione dal decoder al motore.

 

 

 

 

8.  Fatti i collegamenti con adeguate saldature poi isolate, si può procedere a riposizionare in sede motore e cardani, pavimenti antinfortunistica con mancorrenti, sagome di zavorra, decoder isolato con nastro carta (nello scasso), quindi con attenzione e delicatezza si riposiziona la cassa che va fissata al telaio con le quattro viti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il modello è ora pronto per la programmazione (indirizzo, livelli di velocità e di accelerazione/frenata) e poi, via a scorrazzare avanti e indietro sui nostri impianti.

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