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Nello scorso mese di novembre, il sig. Angelo Pozzati, ha trasmesso alla nostra redazione le bellissime immagini del modello in scala 0 (1:43,5) di un modello di locomotiva a vapore, a scartamento ridotto, impiegato sulle linee della nostra isola e battezzato “La bella sicula”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il modello è stato realizzato in ottone, interamente a mano, un paio di decenni fa, dallo stesso sig. Pozzati e dal proprio suocero.

 

E’ una bellissima testimonianza di “pionierismo fermodellistico” alla quale abbiamo voluto rendere il giusto omaggio attraverso le immagini gentilmente inviateci, nonché con qualche cenno storico sul Gruppo di appartenenza.

 

 

 

 

 

 

Grazie ai volumi disponibili presso la nostra biblioteca (in particolare, N. Molino – S. Garzaro “Le locomotive a vapore FS a scartamento ridotto della Sicilia” – Editoriale del Garda 2011) non è stato difficile appurare che si tratta della riproduzione di una locomotiva a scartamento ridotto del Gruppo R 301 (da cui derivarono, successivamente, anche le macchine del Gruppo R 302).

 

         

 

Queste macchine furono costruite agli inizi dello scorso secolo dalle Officine Meccaniche di Saronno, Officine Meccaniche di Milano, dalla Breda  e dall’Ansaldo di Genova ed entrarono in servizio nel 1912.

Esse avevano un rodiggio del tipo 1’C con asse portante anteriore collegato al primo degli assi accoppiati per formare il famoso c.d. “carrello italiano”.

 

Erano locomotive molto versatili ed autonome, grazie alle capienti casse d’acqua,  e con la loro potenza di ben 235kW erano macchine all’epoca considerate “brillanti” e di in grado di viaggiare anche a più di 20 Km/h su  livellette del 15x1000.

 

 

Molte di queste macchine furono presto trasferite sulle linee delle Colonie italiane in Libia (Tripolitania), Somalia ed Eritrea.

 

La più longeva del gruppo, la R 301 027, è rimasta accantonata a Castelvetrano fino ai primi anni ’80, per poi essere monumentata a Marsala.  Mentre un’altra macchina del gruppo, la R 301 002, è conservata presso il Museo della Scienza e della Tecnica di Milano.

 

Lettere alla redazione

 

La bella sicula