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Per non dimenticare
di Vincenzo Annuario |
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Sono trascorsi già 4 anni dalla sera del 15 gennaio 2007 quando la nave veloce Segesta Jet di RFI Bluvia entrava in collisione con la portacontainer Susan Borchard uccidendo 4 menbri dell’equipaggio e ferendo parecchi passeggeri e pendolari di rientro dalla dirimpettaia cittadina di Reggio Calabria. |
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La vicenda, ormai nota porta, con se la tragedia di quattro famiglie che hanno perso i propri cari in modo assurdo, ma sopratutto un grande rimorso per quello che si poteva fare in tema di sicurezza della navigazione prima sciagurato incidente.
Sicurezza quindi è stata la parola d’ordine ed il tema affrontato maggiormente in questo “memorial” organizzato dal Sasmant, il sindacato autonomo dello Stato maggiore delle navi traghetto in servizio a Messina, a bordo dell’Iginia messa a disposizione dalla Divisione Navigazione di RFI.
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Alla tavola rotonda svoltasi nell’accogliente salone di poppa della nave, hanno preso la parola esperti del settore ed autorità come il Comandante Sebastiano Pino, presidente del Sasmant, l'Ingegnere Angelo Galluso, direttore navigazione di RFI, ed il Capitano di Vascello Angelino Cianci dell'Autorità marittima dello Stretto, il quale ha descritto in maniera molto esaustiva i risultati ottenuti con il sistema della rotatoria dello Stretto che disciplina sia le navi in transito che in attraversamento; grande interesse ha suscitato l’ipotesi, già inviata a Comando Generale, di un nuovo schema di separazione del traffico con l’abolizione della suddetta rotatoria a favore di un punto focale di separazione del traffico ed il restringimento delle corsie di transito lato sud così da facilitare l’attraversamento dei mezzi diretti a Reggio, diminuendo di fatto i tempi di percorrenza senza tralasciare l’aspetto più importante della sicurezza.
Fondamentale anche l’intervento della Direttrice Scolastica dell’Ist. Tecnico Nautico “Caio Duilio” di Messina Prof. Giuseppina Costa, che ha esposto come, la legge Germini abbia “tagliato” ore importanti di formazione, come ad esempio le tre ore settimanali di navigazione agli studenti che, a fine della carriera scolastica, dovranno diventare ufficiali. Per questo ha spiegato, è basilare l’aiuto delle compagnie di navigazione per effettuare lezioni extrascolastiche a bordo per far familiarizzare gli studenti con i più anziani ed esperti ufficiali.
Dopo l’intervento di Andrea Allotta, del Collegio nazionale Capitani di lungo corso e macchina e del Comandante Giorgio Blandina che ha illustrato come nel mondo i sinistri marittimi sono per circa l’ottanta per cento causa di errori umani e che per evitarli è necessario investire sulla prevenzione e sulla formazione degli “uomini di mare” sono intervenuti il Sindaco di Messina, On. Giuseppe Buzzanca, e l'Ammiraglio Domenico De Michele, direttore marittimo della Sicilia Orientale, per poi concludere con la consegna delle borse di studio agli studenti più meritevoli dell’Ist. Nautico Caio Duilio, dedicate ai caduti del Segesta Jet e di altri due lavoratori scomparsi Salvatore Denaro e Luciano Maggi. |
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La nave traghetto Iginia alle 12:00 in punto ha lasciato la quarta invasatura di Messina scortata dai mezzi della Capitaneria di Porto, Guardia di Finanza, Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco, il rimorchiatore Macistone ed il monocarena Selinunte Jet per dirigersi nel punto della collisione dove, con una commovente cerimonia ed il cupo fischio delle unità presenti, è stata lanciata in mare dagli uomini della M/V CP2088 una corona d’alloro in memoria dei caduti del Segesta Jet. |
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Sebastiano Mafodda, Palmiro Lauro, Marcello Sposito e Domenico Zona i nomi dell’equipaggio di coloro che alle 17.54 di quella sera del 15 gennaio di quattro anni fa hanno trovato la morte per un incidente che oggi possiamo dire poteva essere evitato. Infine alle 17:00 è stata celebrata la Santa Messa a bordo dell’Iginia e benedetta una corona d’alloro che, allo scoccare delle 17:54 è stata deposta, tra i tristi fischi delle unità presenti in porto, presso il monumento della stazione marittima. Tutto questo per non dimenticare che la prevenzione e la sicurezza sono alla base della navigazione. |





