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Il 17 giugno 2009 RFI - Rete Ferroviaria Italiana ha bandito la gara per il conferimento d'incarico di mediazione marittima per la vendita a rottame della nave traghetto Sibari.
Nel pomeriggio del 22 dicembre 2009, il traghetto ha lasciato definitivamente le acque dello Stretto salutato dal suono delle sirene delle altre navi della flotta RFI-Bluvia.
La nave è ora in viaggio (rimorchiata) verso una non meglio precisata località della Turchia dove verrà verosimilmente demolita. |
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Ripercorriamo, in questo breve contributo del Socio AFS Vincenzo Annuario, le principali caratteristiche di questa innovativa (per l'epoca in cui entrò in servizio) nave, condita da qualche aneddoto o curiosità che la riguardano.
La nave traghetto Sibari, è unità della classe Iginia realizzata dalla Italcantieri di Castellammare di Stabia, con il numero di costruzione 4231.
Varata il 5 Maggio del 1969, il traghetto entrò in linea il 7 Aprile 1970, al termine delle fasi di allestimento e di collaudo, al comando del Cap. Domenico Cama.
Prese il nome della cittadina calabrese che si trova sulla costa ionica, tra l’Appennino Lucano e la Sila, colonia greca, famosa e leggendaria per ricchezza ed eleganza. Nome appropriato per l’unità da una linea filante ed elegante, ricca di particolari in legno ed ottone.
Faceva parte delle tre “supernavi” ( le altre due sono l’Iginia e la Rosalia) la cui realizzazione era prevista dai programmi del Piano Decennale di sviluppo (1962-1972) gli stessi programmi che, qualche anno prima, consentirono la costruzione della nave traghetto San Francesco di Paola, unità del tipo “Reggio” migliorato.
Con un dislocamento di 7350 tonn, una lunghezza di 141.5 m e 18.8 di larghezza, la Sibari poteva ospitare sul ponte binari una ragguardevole quantità di rotabili per un totale di 43 carri o 16 carrozze suddivisi su 4 binari mentre sul ponte auto superiore 130 automobili del tipo 1100 Fiat. |
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Addio Sibari !
di
Vincenzo Annuario (Socio AFS) |
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